giovedì 24 novembre 2016

                       CALENDARIO 2016-17
dell’ARCICONFRATERNITA DI SAN GIUSEPPE

via Filippo Corridoni, 20 – 70122 Bari – Tel e fax  080.5236352  email    arc_sangiuseppe@alice.it
www.confraternitasangiuseppe.blog.it

La Chiesa a piazza Chiurlia è aperta nei giorni feriali dalle ore 7,30 alle 10 e dalle ore 17 alle 19,30; nei giorni festivi dalle ore 9 alle 12.
Ogni Domenica  ore 11,00 S.Messa e il sabato ore 19,15 S.Messa prefestiva in rito romano antico
Nei giorni feriali ore 19,00 S.Messa
Ogni giovedì ore 18  Adorazione Eucaristica e S.Messa
Ultimo sabato del mese ore 17-18,30 incontro di catechesi: 24 sett., 29 ott., 26 nov., 17 dic., 28 gen., 25 feb., 25 mar., 29 apr., 27 mag., 24 giugno.
Ogni mercoledì ore 18,30, in particolare i ‘sette mercoledì maggiori’ e il ‘Mese’ di preparazione alla festa di S.Giuseppe, speciali preghiere
Il 25 di ogni mese ore 19 (festivo ore 11 ) S.Messa della Pia Unione del S.Bambino

Settembre 14 :Esaltazione della S.Croce ore 19 S.Messa
                 18 : Domenica: Giornata d'inizio Anno confraternale
Ottobre     2  Domenica XXVII per Annum ore 11: S.Messa – Supplica alla Madonna del Rosario
                 
Novembre 1 Tutti i Santi: ore 11 S.Messa;
                                         ore 16 Cappella S.Giuseppe al Cimitero: S.Messa per i confratelli defunti
                                                              2 Commemorazione dei Fedeli defunti ore 16: Cappella S.Sepolcro al Cimitero: S.Messa per i confratelli defunti e inizio Ottavario per i defunti fino al 9: in chiesa ore 19
                 18 ore 17 Sede: Consulta
                 20 N.S.Gesù Cristo re dell’Universo ore 11: S.Messa conclusiva dell’Anno liturgico
                 27 I Domenica d’Avvento: ore 11 S.Messa d’inizio dell’Anno liturgico

Dicembre 6 S.Nicola-Anniversario dell’Ordinazione sacerdotale del Padre spirituale:ore 19 S.Messa
                 8 Immacolata Concezione ore 11: S.Messa solenne
               11 III Domenica d’Avvento ore 11: S.Messa e benedizione delle statuine del S.Bambino  
               16 ore 18,30: Inizio novena di Natale
               24 ore 23: Veglia e S.Messa solenne della Notte
               25 S.Natale ore 11: S.Messa solenne del Giorno
               30 S.Famiglia ore 19: S.Messa
               31 ore 18: Adorazione eucaristica di fine anno

Gennaio   1   S.Madre di Dio - Capodanno ore 11:  S.Messa
                3   SS.Nome di Gesù ore 18 Adorazione eucaristica e S.Messa
                6   Epifania ore 11: S.Messa e bacio del S.Bambino
                8  Battesimo del Signore ore 11: S.Messa  Colletta per i Migranti
               23  Sposalizio di Maria e Giuseppe ore 19 S.Messa
               25 ore 18,30: Inizio dei ‘sette mercoledì maggiori’ in onore di S.Giuseppe
            
Febbraio 2 Presentazione del Signore: ore 11 Benedizione delle candele, processione del       S.Bambino - Accensione della lampada e S.Messa (candele benedette ai confratelli presenti)
               18 ore 18,30: Inizio del ‘Mese dedicato a S.Giuseppe’
               25 ore 17: Assemblea dei confratelli per l’approvazione del bilancio
Marzo      1  Mercoledì delle Ceneri: Inizio della Quaresima ore 19: S.Messa
              10 ore 18,30: Inizio novena di S.Giuseppe
              17 ore 18,30 Primi Vespri e S.Messa
  (anticipato al 18) S.Giuseppe  ore 9 Lodi e S.Messa per la Chiesa universale
                                        ore11 S.Messa con benedizione del pane
                                        ore17,00 S.Messa solenne e processione (si invitano i confratelli a
                                                       partecipare con la medaglia).
              19 ore 11: S.Messa per l’investitura dei nuovi membri dell’Arciconfraternita
              20 ore 19 S.Messa del patrocinio di S.Giuseppe, in suffragio dei sacerdoti rettori della
                               Chiesa e dei confratelli e  consorelle defunti. Bacio della reliquia del  Manto, a
                               conclusione del mese dedicato al Santo.
25 Annunciazione del Signore:ore 18 Adorazione eucaristica e S.Messa  

Aprile       Settimana Santa               
 9 Domenica delle Palme: ore 11 Processione e S.Messa (rami benedetti ai confratelli presenti)
   11 Martedì santo ore 18: Confessione pasquale                
               13 Giovedì santo ore 18: S.Messa e Adorazione eucaristica
14 Venerdì santo ore 18: Adorazione della Croce- Colletta per la Terra Santa - Deposizione del Crocifisso
                15  Sabato santo  ore 21 :Veglia pasquale
     16 Domenica di Risurrezione ore 11:  S.Messa (acqua benedetta ai confratelli presenti)
     30 III Domenica di PasquaColletta per l'Università Cattolica

Maggio  1 S.Giuseppe lavoratore: ore 11 S.Messa
  5 ore 17 Sede: Consulta
13 B.V.Maria di Fatima ore 19 S.Messa
28 Ascensione del Signore: ore 11 S.Messa

Giugno  4  Pentecoste: ore 11 S.Messa
            11 SS.Trinità ore 11: S.Messa
            18 Corpus Domini ore 11 S.Messa;
                                          ore 19 Partecipazione con medaglia alla processione cittadina
            23 S.Cuore di Gesù  ore 18:  Adorazione eucaristica e S.Messa
            24 Natività di S.Giovanni Battista ore 19 S.Messa 
            25 ore 11 S.Messa Colletta per la Carità del Papa
            29  SS.Pietro e Paolo – ore 19 S.Messa                                                                ***

TRIENNIO 2014-2016
Libro della Vita: Eustachio Sisto, Antonio Scarpa,Toni Bux, Michele Scardicchio
Padre spirituale: d.Nicola Bux
Consulta: Alfonso Del Vecchio- Fernando Conte- Lysa De Nigris- Giorgio Medici
Consiglio direttivo:Presidente:Gianfredi Vozzi – Vicepresidente: Gianluca Zicari - Direttore amministrativo: Chiara Lorusso -Segretaria e Archiv: Dora D'Onofrio- Compon.: Lorena Giansanti
Presidente Collegio dei Revisori: Prospero Petroni; effettivi: Giuseppe Cautilli-Gaetano Scardicchio 
                      Tesoriere: G.Battista Dellino – Servizio Liturgico: Gaetano Campagna – Addetto al Cimitero:
                 Filomena Pellecchia - Resp.Caritas e Pia Unione di Gesù Bambino: Nella Tataranni
Responsabile della  Sede: Mina Lorusso

La Consulta si riunisce a novembre e maggio, il Consiglio direttivo il 1° sabato del mese.
La Segreteria riceve  

 dal lunedì al venerdì: ore 9 - 12     Solo lunedì e venerdì: ore  17 - 19

sabato 3 gennaio 2015

L'AVVENTO DEL SIGNORE DINANZI AL CROLLO DELLE EVIDENZE

1. La nostra epoca segna la fine del progressismo. Le grandi utopie politiche del XX secolo sono morte. In questa circostanza eccezionale, la missione cattolica non può che puntare all'essenziale, cioè alla sua dimensione finale, quella della speranza: ossia il primato dell'evangelizzazione sulla politica e la precedenza della metafisica sulla morale. Tommaso d'Aquino: “E' attraverso la speranza che l'uomo è portato alla osservanza dei precetti”(STh, IIa-IIae, q.22,art.1c).

2. La nostra epoca, soprattutto nelle società occidentali, è quella della tecnologia, non più soprattutto dell'ideologia. E' un punto importante. E' oggi molto raro incontrare un ateo militante. E' molto frequente  invece incontrare un fan del buddismo, proprio perché il buddismo è una tecnica di meditazione e noi siamo nell'epoca della tecnica. Che significa questo per la missione?E' molto importante essere attenti ai mezzi. I mezzi non sono per niente neutri. Per esempio: si può diffondere il Vangelo attraverso Tweet, una frase di 160 caratteri, ma lo si riduce a slogans: è come ridurlo a un messaggio su qualcosa, mentre è un incontro con Qualcuno. L'amore del prossimo si può capire solo  facendosi prossimo.. La fede nell'Incarnazione non si realizza se non con l'incarnazione. Si può abbozzare un 'contatto' attraverso i media, ma poi bisogna fare sì che il contatto divenga contatto, che esso arrivi a toccare, perché tutti i sacramenti suppongono questa dimensione.

3. Questo mondo tecnologico e utilitaristico suscita una reazione che non è per niente una risposta: il culto dell'emozione. Il culto dell'emozione reagisce contro il tentativo della manipolazione. Ma esso è nello stesso tempo complice. Perché, nell'uno come nell'altro, nel “pathos-centrismo' come nella tecnocrazia, riusciamo a misurare tutto, ma nel primo, alla maniera di una emozione soggettiva, nella seconda, alla maniera di una manipolazione oggettiva. E' interessante vedere come i giovani occidentali possano passare facilmente da internet al terrorismo. L'affossamento delle utopie politiche e l'impero della tecnologia favoriscono la crescita dei fondamentalismi. Questi fondamentalismi sono una versione eroico-religiosa del culto dell'emozione. Ma sono anche utilitarismi spirituali, che concepiscono il regno di Dio al modo di una dominazione tecnica, militare o mediatica. Dinanzi a questo fenomeno, la missione deve avere  “il coraggio di aprirsi all'ampiezza della ragione”(per riprendere una espressione di Benedetto XVI).Questa ampiezza permette di uscire dal doppio culto del capriccio e del calcolo, o dell'assalto di un razionalismo strumentale e di un fideismo cieco. Non solamente essa mostra che la fede, e specialmente la lode, non è per niente il contrario,ma la capacità estrema della ragione; essa però ricorda anche che la logica non deve separarsi dalla 'genea-logica', col rischio di lasciare il campo libero alla tecnologia. Come la ragione trinitaria unisce la logica e la genea-logica: il Logos-Verbo è anche il nome del Figlio. Cosa che ci ricorda che la ragione non è per niente essenzialmente calcolatrice, ma filiale.

4. La perdita attuale di senso è forse meno una perdita di senso dello spirito, che una perdita di senso della materia, della materia dataci con una forma propria e che si dovrebbe rispettare. Siamo passati dal paradigma della cultura al paradigma dell'ingegneria. La cultura che ha il suo modello nell'agricoltura, accompagna il germogliare e la fruttificazione di una forma donata dalla natura. L'ingegneria al contrario, impone i suoi piani a una natura ridotta a uno stock di materiali e di energie disponibili. Ormai il donum è ridotto a dei dati. Dinanzi alla perdita di senso della materia, si tratta di tornare a una teologia della creazione in atto, e dunque alla saggezza del motto benedettino: ora et labora. Affinché dei giovani ipnotizzati dal virtuale aprano di nuovo il loro animo, bisogna trascinarli a lavorare con le loro mani, a scoprire che gli alimenti non appaiono magicamente nei supermercati. Il Verbo si è fatto carne, ed è diventato carpentiere. E se, per parlare della vita spirituale si è ricorso molto spesso alle immagini del campo, della vigna, della senape, non è per caso. Si ritrova il cielo nello stesso momento in cui si ritrova la terra, perché la terra è l'opera del cielo, e il suo sentiero. Così la questione ecologica è diventata decisiva per l'evangelizzazione. Oltre all'urgenza, l'ecologia suppone la contemplazione di un ordine naturale donato, e dunque, ultimamente, il rimando al Creatore di quest'ordine.

5.                Non basta più condannare un “individualismo esasperato”, perché noi non siamo più nell'individualismo ma nel dividualismo. La famiglia è attaccata meno dall'ideologia che dalla tecnologia: non ci si ritrova più attorno alla tavola, ognuno mangia dal frigorifero e torna subito nel suo privato.

6.                Per lottare contro questo 'dividualismo', si deve ricordare l'affermazione di Paolo VI nell'Evangelii nuntiandi: la nostra epoca ha bisogno più di testimoni che di maestri. La testimonianza è una manifestazione della vita, di una vita unificata. Se l'individuo si lascia facilmente dividere, è perché si è separato dalla sua storia e dalla sua genealogia. La testimonianza dunque,non deve appena essere individuale.  Deve essere la testimonianza di una comunità vivente, accogliente, attraente, una casa che si affaccia sulla strada, al fine di attirare i passanti alla festa pasquale, ma che sa anche sottrarsi alla folla, al fine di offrire il raccoglimento dell'adorazione.

7.                 Infine, per dirla in una parola che riassume tutte le altre, il nostro mondo è sempre di più quello della 'disincarnazione'.Siamo nell’era di in vitro veritas, sia che si tratti degli schermi che del vetro delle provette. Il padre è sostituito dall’esperto (e questo accade anche ai vescovi che rinunciano troppo sovente alla paternità in ragione di una sola posizione di superiorità gerarchica); la madre è progressivamente rimpiazzata dalla matrice elettronica. Vi diranno che ormai una coppia dello stesso sesso può avere figli allo stesso modo in cui li hanno un uomo e una donna. Anzi, vi diranno che possono averli molto meglio che un uomo con una donna, perché questi si consegnano alla procreazione attraverso l’oscurità rischiosa di un abbraccio e di una gravidanza, mentre una coppia dello stesso sesso è più responsabile, più etica, perché ricorre agli ingegneri per fabbricare un bimbo senza difetti, con un codice genetico verificato, molto più adatto al mondo che lo circonda. Più che mai, il Dragone si è fermato davanti alla Donna che partorisce e si appresta a divorare il suo bambino appena nato(Ap 12,4). Ciò che bolle nei nostri laboratori è una vera contro-annunciazione: non si tratta più di accogliere il mistero della vita nell’oscurità di un grembo ma di ricostituirla nella trasparenza di una provetta. L'uomo vecchio si sforza di produrre un uomo nuovo che invertirà tutte le formule del Credo. Questo uomo nuovo sarà nato dal secolo precedente tutti i padri, fatto e non più generato – dallo spirito degli ingegneri, egli sarà disincarnato da ogni madre, e sarà un prodotto cibernetico. La missione più spirituale oggi è dunque ritrovare la carne,di spiegare, al seguito di Giovanni Paolo II, una autentica “teologia del sesso”, ma anche, più specialmente,una teologia della donna e della maternità. Perché è proprio la maternità che è la più direttamente attaccata, perché il femminile, nella sua propria capacità, che è di portare l'altro in sé e di assumere i dolori del parto, è la immagine stessa dell'apostolato nell'Apocalisse(Ap 12,2; cfr anche Mt 24,8; Mc 12,8; Rm 8,22).

In fondo, è a delle cose molto semplici che siamo chiamati. Lasciatevi attirare da ciò che è semplice, dice san Paolo(Rm 12,16). Frattanto, conviene precisare, con san Tommaso d'Aquino,che la semplicità è il primo degli attributi divini. Essa è dunque anche la cosa più difficile. E questa è la difficoltà dei nostri giorni. Non si tratta più soltanto, per gli apostoli, di fare dei miracoli, ma di ricordare le evidenze primarie: che il matrimonio è tra un uomo e una donna; che il bambino nasce da un padre e da una madre; che le vacche non sono per niente carnivore; che il dato naturale non è per niente una costruzione convenzionale; o ancora che l'esser non è il nulla...Ricordare queste evidenze è più difficile della scienza, più difficile dello stesso miracolo. Perché l'evidenza primaria non è per niente spettacolare come il miracolo, ed essa non può essere dimostrata come le conclusioni di una scienza. Siamo arrivati a dover spiegare, paradossalmente, che il fuoco brucia e l'acqua bagna...
Cristo ci ha avvertito: A colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha(Mt 25,29). Colui che rifiuta la grazia finisce per perdere la natura. Colui che ignora il Creatore finisce per dimenticare la creatura..Colui che disprezza l'invisibile, non sa più vedere quello che vede, perché si mette a cercare altrove, perché egli non crede più che quello che gli è stato dato di vedere raso terra, gli è stato dato generosamente, per la sua elevazione. Ecco giunta l'ora del più grande “gioco di prestigio”: dobbiamo essere mistici per riconoscere quello che cade dinanzi agli occhi.
Chesterton descrive questo singolare combattimento missionario: “I fuochi saranno accesi per attestare che due e due fanno quattro. Le spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere non soltanto le incredibili virtù e l'incredibile significato della vita umana, ma qualcosa di ancor più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci sta davanti. Noi ansiamo a combattere per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Noi guarderemo l'erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo quelli che hanno visto e che perciò hanno creduto”(Eretici, Lindau,Torino 2010, p 287).
E' proprio quello che oggi ci è chiesto. Perché il cristianesimo in fin dei conti, che cos'è?  Guardare i gigli del campo(Mt 6,28), nutrirsi del lavoro delle proprie mani, cantare un canto antico e nuovo con la propria donna come una vigna generosa, con i propri figli e le proprie figlie attorno alla tavola(Sal 128,2-4), essere insieme assidui all'insegnamento dell'amore, fedeli alla comunione fraterna, alla frazione del pane e alle preghiere(At 2,42). Sono cose molto semplici, ma che, per essere preservate, richiedono il sangue dei martiri

sabato 4 ottobre 2014


La S.V. é invitata a presenziare all'Insediamento del nuovo Consiglio Direttivo per il triennio 2014-2017, che si terrà nella nostra Chiesa di San Giuseppe a piazza Chiurlia, venerdì 10 ottobre alle ore 19, presieduto dall'Arcivescovo Mons.Francesco Cacucci.
         Seguirà la Sua conferenza “Le sfide odierne della famiglia nel contesto dell'evangelizzazione”.



Il  Padre Spirituale                                                Il Presidente

d.Nicola Bux                                              prof.Gianfredi Paolo Vozzi